Era previsto che lo psiconano tornasse alla ribalta. Era previsto che tanti comunisti con la speranza di combatterne il ritorno votassero PD, ma questo ha avuto l'effetto collaterale di ridurre a sotto il minimo 4% i voti de La Sinistra L'Arcobaleno che scompare dal Parlamento.
La prospettiva catastrofica si e' avverata: forte maggioranza di centrodestra con una potentissima Lega, moderati di sinistra da soli a fare opposizione (?), non ci sono piu' i Comunisti.
Ora piu' che mai sento la necessita' di affermare e sostenere l'estrema Sinistra.
L'unica speranza e' che ancora una volta la Lega faccia cadere il governo che sta per nascere. Il nano senza di loro non va da nessuna parte.
Altrimenti ci aspettano 5 anni di populismo, conflitti di interessi, leggi ad-personam, abbandono dei lavoratori dipendenti, inasprimento del precariato (solo quelli che non si trovano un coniuge ricco), ricchi ancora piu' ricchi e poveri anora piu' poveri, abbandono dei diritti basilari della popolazione, l'illusione (solo l'illusione!) che vada tutto bene fino a ritrovarsi con una mano davanti e una di dietro.
In tutto cio', ancora mi chiedo chi siano questi 15 milioni di elettori che hanno deliberatamente segnato una X sul simbolo del PDL. Nessuno ha il coraggio di confessarlo, tantomeno illustrarne i motivi. Qualcuno per favore mi illumini!
martedì 15 aprile 2008
sabato 12 aprile 2008
Dolore.
Quanto il dolore fisico si relaziona al dolore emozionale?
E quanto il dolore emozionale è funzionale alla creatività?
Dove sta il limite tra lo stimolo creativo dato dal dolore e il blocco manuale dato dallo stesso?
Sono qui ora a creare. Scrivo creativamente accompagnata da un dolore fisico lancinante. Anzi forse sono vari dolori combinati assieme. Eppure non mi fermano, mi danno un’insolita spinta ad alzarmi dal divano/letto/sedia e salire nello studio a mettere in pratica qualche cosa.
Questi dolori sono accompagnati dai soliti e dagli insoliti tormenti emozionali. A volte il dolore mi serve a mascherarli, mi focalizzano su un altro piano e li soffro di meno. A volte, come oggi, si amalgamano al composto e ne evidenziano le peculiarità. Come capita a volte in cucina. Una cipolla a volte copre i sapori e fa sembrare migliore un piatto altrimenti cattivo, altre volte come nel curry ne esalta il tono e insieme danno vita a una terza entità dai poteri straordinari.
Allora mi capita di provocarmi consciamente o inconsciamente del dolore per coprire una sofferenza o per trasformarla in una cosa positiva.
La seconda opzione è sempre auspicabile ma non sempre ci riesco. È quella che io poi chiamo pigrizia: se non riesco a positivizzare un dolore mi blocco e non faccio. Niente.
Nella mia testa sono iperattiva, si spiega così il mio vizio di svegliarmi presto anche quando potrei dormire. Si spiega così anche la mia tendenza quasi patologica a perdonare e continuare a volere bene anche a chi mi fa soffrire: in fondo so che quello è cibo per il mio creare.
E quanto il dolore emozionale è funzionale alla creatività?
Dove sta il limite tra lo stimolo creativo dato dal dolore e il blocco manuale dato dallo stesso?
Sono qui ora a creare. Scrivo creativamente accompagnata da un dolore fisico lancinante. Anzi forse sono vari dolori combinati assieme. Eppure non mi fermano, mi danno un’insolita spinta ad alzarmi dal divano/letto/sedia e salire nello studio a mettere in pratica qualche cosa.
Questi dolori sono accompagnati dai soliti e dagli insoliti tormenti emozionali. A volte il dolore mi serve a mascherarli, mi focalizzano su un altro piano e li soffro di meno. A volte, come oggi, si amalgamano al composto e ne evidenziano le peculiarità. Come capita a volte in cucina. Una cipolla a volte copre i sapori e fa sembrare migliore un piatto altrimenti cattivo, altre volte come nel curry ne esalta il tono e insieme danno vita a una terza entità dai poteri straordinari.
Allora mi capita di provocarmi consciamente o inconsciamente del dolore per coprire una sofferenza o per trasformarla in una cosa positiva.
La seconda opzione è sempre auspicabile ma non sempre ci riesco. È quella che io poi chiamo pigrizia: se non riesco a positivizzare un dolore mi blocco e non faccio. Niente.
Nella mia testa sono iperattiva, si spiega così il mio vizio di svegliarmi presto anche quando potrei dormire. Si spiega così anche la mia tendenza quasi patologica a perdonare e continuare a volere bene anche a chi mi fa soffrire: in fondo so che quello è cibo per il mio creare.
martedì 5 febbraio 2008
mercoledì 2 gennaio 2008
Oggi faccio fatica. Mi manca l'equilibrio tra il piacere e la contentezza di averlo avuto cosi' vicino ultimamente, la voglia di averlo ancora, l'amarezza di sapere che non sara' mai tutto mio.
Ma io persisto, mi godo questo giorno di permanenza in una bolla di sapone.
Ma lo voglio davvero tutto per me? Io sono un casino, meglio stargli alla larga, mi tengo per quando saro' in forma per stare bene con lui ancora una volta.
Ma io persisto, mi godo questo giorno di permanenza in una bolla di sapone.
Ma lo voglio davvero tutto per me? Io sono un casino, meglio stargli alla larga, mi tengo per quando saro' in forma per stare bene con lui ancora una volta.
giovedì 27 dicembre 2007
E pure questo...
E pure questo Natale ce lo siamo levato dalle scatole...
Questo dicembre in fase finale si e' rivelato particolarmente piacevole, con attivita' ricreative insolite per me ed emozioni a go-go.
Ovviamente sono ancora incapace di farmi quattro grasse risate in faccia a papa' quando mi regala il cesto con dentro salame e lonza (sono vegetariana). Pero' almeno non mi sono incavolata quando borbottava per il regalo sbagliato della sorella (ciabatte arancioni e rosa numero 40)... chi di superficialita'/disinteresse ferisce di superficialita'/disinteresse perisce!
Pero' le ciabatte le ho rubate io. Solo per sfregio perche' mi fanno schifo.
E' possibile non passare mai la fase ribelle adolescenziale? E' possibile che abbia ancora voglia di mandarli affanculo urlando in lacrime e farmi 3 tatuaggi in un anno e poi il pearcing in faccia e poi andare con uno anche se non si vuole fidanzare...
No sono ingiusta, l'ultima cosa non c'entra niente. Ci vado perche' mi piace e basta. Se fosse per ripicca gia' lo saprebbero.
Ma possibile che sono rimasta a 16 anni? Cioe' quello che dovevo fare a 15 anni lo sto facendo ora, incastrato in una vita da 35enne con casa mutuo macchina carriera.
Se fossi un uomo sarei invidiato.
Sono donna e mi rompono i coglioni.
Questo dicembre in fase finale si e' rivelato particolarmente piacevole, con attivita' ricreative insolite per me ed emozioni a go-go.
Ovviamente sono ancora incapace di farmi quattro grasse risate in faccia a papa' quando mi regala il cesto con dentro salame e lonza (sono vegetariana). Pero' almeno non mi sono incavolata quando borbottava per il regalo sbagliato della sorella (ciabatte arancioni e rosa numero 40)... chi di superficialita'/disinteresse ferisce di superficialita'/disinteresse perisce!
Pero' le ciabatte le ho rubate io. Solo per sfregio perche' mi fanno schifo.
E' possibile non passare mai la fase ribelle adolescenziale? E' possibile che abbia ancora voglia di mandarli affanculo urlando in lacrime e farmi 3 tatuaggi in un anno e poi il pearcing in faccia e poi andare con uno anche se non si vuole fidanzare...
No sono ingiusta, l'ultima cosa non c'entra niente. Ci vado perche' mi piace e basta. Se fosse per ripicca gia' lo saprebbero.
Ma possibile che sono rimasta a 16 anni? Cioe' quello che dovevo fare a 15 anni lo sto facendo ora, incastrato in una vita da 35enne con casa mutuo macchina carriera.
Se fossi un uomo sarei invidiato.
Sono donna e mi rompono i coglioni.
giovedì 6 dicembre 2007
Bah.
Sto un po' cosi'. Sara' il ciclo ma mi sento un po' in bilico chissa' tra cosa.
E' uno di quei momenti in cui ti manca la terra sotto i piedi e vorresti aggrapparti a qualche punto fermo. E quindi il rischio e' che ti manchi quello che sai di non poter avere.
Senno' mangi.
Cerco quindi di sforzarmi a pensare ad altro.
Stasera vado con Elena all'Auditorium a sentire quel bonazzo di Luca Zingaretti che legge il libro di Mario Calabresi sulla storia di suo padre.
Ne ho letto meta' e al momento mi sembra tanto di parte... vabbe' condannare gli atti terroristici degli anni 70, ma condannare in toto le sinistre di quegli anni per aver creato LORO il clima di tensione mi sembra esagerato. Vado pero' aperta a nuove conoscenze, chissa' che non abbia qualche rivelazione.
E' uno di quei momenti in cui ti manca la terra sotto i piedi e vorresti aggrapparti a qualche punto fermo. E quindi il rischio e' che ti manchi quello che sai di non poter avere.
Senno' mangi.
Cerco quindi di sforzarmi a pensare ad altro.
Stasera vado con Elena all'Auditorium a sentire quel bonazzo di Luca Zingaretti che legge il libro di Mario Calabresi sulla storia di suo padre.
Ne ho letto meta' e al momento mi sembra tanto di parte... vabbe' condannare gli atti terroristici degli anni 70, ma condannare in toto le sinistre di quegli anni per aver creato LORO il clima di tensione mi sembra esagerato. Vado pero' aperta a nuove conoscenze, chissa' che non abbia qualche rivelazione.
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